Il sentiero 2 parte da Stafal, poco prima del negozio di alimentari, vedi foto da Google Street View:

La partenza del 2 da Stafal
Poco dopo la partenza un cartello indica la deviazione per il sentiero a destra: si percorre un breve tratto in piano fino a raggiungere la meravigliosa cappella di San Grato, edificata nel 1643, un gioiello praticamente sconosciuto, nascosto da una casa che sorge proprio davanti.

La Cappella di San Grato
Si raggiunge la strada asfaltata e la si attraversa, seguendo il palo segnavia giallo che invita a salire lungo una strada sterrata. Dopo poche decine di metri si vedono sulla sinistra i segni che invitano a salire verso destra.

La deviazione sullo sterrato iniziale
Si risale con diverse svolte un ripido prato fino a raggiungere un’ampia strada sterrata, che in inverno è parte della pista di rientro verso Staffal.

Si risale il prato fino a raggiungere la strada visibile in alto
Si prosegue lungo la strada sterrata per circa duecento metri: ad un bivio si seguono le indicazioni per il sentiero 11 e 2 in salita vero sinistra.

Al bivio si gira a sinistra
Si tralasciano le indicazioni per il sentiero 11: dopo circa centro metri si arriva ad una baita disabitata, con accanto ben visibili le indicazioni del sentiero 2.

La baita con le indicazioni per il sentiero 2
Da qui si comincia a fare sul serio. Il sentiero sale a sinistra della baita, inizialmente lungo il crinale (passando accanto ad altri ruderi), poi si sposta verso il centro del valloncello a sinistra, fino a superare la zona degli alberi.

Abbandonati gli alberi, il sentiero sale a mezza costa
Terminati gli alberi (2140m circa), il sentiero prosegue con pendenza più dolce, costeggiando un fronte roccioso a sinistra. Si superano due gradini rocciosi e, girando attorno alla spalla del rilievo, si arriva finalmente a vedere la spianata dove sorgono le belle baite di Welfsch Gaveno (2643m).

Le baite di Welfsch Gaveno, 2453m
Si raggiungono le baite seguendo il sentiero che a volte non è chiarissimo, superandole sempre proseguendo quasi in piano, fino ad incrociare il
SENTIERO 6A
che arriva da destra (e che porta al Gabiet: questo è il punto in cui ci si congiunge a chi sale a Punta Telcio o al Lago Blu partendo dall’arrivo della cabinovia del Gabiet).

L’incrocio con il sentiero 6A
Dopo aver superato una piccola e pittoresca cascatella…

Cascata sul torrente Endrebach
…il sentiero prosegue per un tratto in piano, fino a raggiungere a 2511m una piccola diga che sbarra un laghetto artificiale.

La diga vista dall’alto del sentiero 2, il sentiero vi arriva da destra
Alla diga, il sentiero si biforca: proseguiamo verso sinistra in salita, seguendo le indicazioni per il sentiero 2.

Il primo bivio, andare a sinistra
Poco più avanti si trova un altro bivio: anche in questo caso proseguire verso sinistra, seguendo le indicazioni per il sentiero 2.

Il secondo bivio, andare ancora a sinistra
Appena preso il bivio a sinistra si troverà un primo laghetto senza nome (no, non è questo il Lago Blu). Si contorna il laghetto sulla sinistra e si segue il sentiero ben evidente.

Il sentiero sale verso il Lago Blu
Dopo aver risalito un ripido ma semplice canalino pietroso, all’improvviso dietro un gardino spunta il il Lago Blu (2687m). Nelle giornate terse vi si specchia la Piramide Vincent.

Il Lago Blu in ottobre
Appena arrivati al lago, troverete una macchia bianca su una roccia: dirigetevi verso sinistra, tenendo il lago sulla destra, all’inizio in leggera salita.
Non seguire una freccia gialla poco distante che vi indica di andare verso il basso, a meno che non vogliate andare a dare un’occhiata al Lago Verde (2634m).

Il Lago Verde, visto dalla quota del Lago Blu
Proseguite dunque tenendo il Lago Blu sulla destra. Quando troverete una freccia gialla, dirigetevi rigorosamente nella direzione indicata dalla freccia, come nell’esempio di questa foto.

La freccia indica la direzione da seguire
Si supera un primo gradino a 2731m: si vede in lontananza il crinale sul quale salire, oltre un laghetto secco. Sul profilo del crinale si vedono anche da lontano diversi ometti.

Il crinale verso il quale dirigersi
Si taglieranno i letti di alcuni laghetti secchi, bisogna proseguire dritto verso il crinale, in direzione di una freccia gialla.

La freccia gialla che indica l’accesso al crinale
Una volta sul crinale, seguirlo. Si troveranno qua e là bolli, ma non importa se non sempre si trova il successivo: proseguire con fiducia, alla fine del crinale i segnali torneranno ad esser frequenti.

Salire con fiducia lungo il crinale
Alla fine del crinale si trova un bollo che indica di girare a destra: salire in direzione dei bolli gialli che si scorgono poco distanti, e che conducono verso sinistra.

La freccia alla fine del crinale
A 2754 si spunta sul nuovo versante, dove si vede la cima di punta Telcio e l’impegnativo traverso sulla pietraia

Il crinale con Punta Telcio: a destra il colletto cui si arriva dal traverso
Superata la pietraia, si raggiungere la cresta finale dopo aver superato un piccolo colle a 2769m dove finalmente si può lanciare un’occhiata dall’altra parte, lungo il vallone Salza, oltre il quale spicca l‘Alta Luce, raggiungibile tramite il
SENTIERO 7C
.

Alta Luce dal colle per Punta Telcio
Una volta raggiunto il colle, Punta Telcio e il galletto sull’ometto di vetta si raggiungono rapidamente salendo il semplice crinale erboso, stando sulla sinistra (a destra la montagna precipita vertiginosamente).
Panoramica da Punta Telcio verso nord
Dalla vetta non si vedono gli sbarramenti antivalanga, in compenso si ha davvero l’imbarazzo della scelta: i 4000 del Rosa, le sorgenti del Lys, il Testa Grigia, il Rothorn, Punta di Netscio, Punta Ciampono, il Mont Nery, Stafal: nelle giornate terse è tutto perfettamente visibile, grazie alla posizione centralissima di questa cima.
Panoramica da Punta Telcio verso sud